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Gli stabilimenti di trattura: le filande
Dalla protoindustria all’industria
L’allevamento del baco ha dato vita nel
distretto Vittoriese ad un vero e proprio settore industriale che
comprendeva stabilimenti bacologici e filande. Tuttavia la
filatura della seta, come di altre fibre tessili, rimase un'attività
prettamente domestica o
protoindustriale fino alla fine del XVIII secolo quando sorsero i primi
grandi stabilimenti di trattura, ossia la lavorazione dei
bozzoli.
L'attività tessile nel mondo contadino “era competenza antica della donna e
si intrecciava
strettamente con i suoi compiti domestici e con il lavoro agricolo”
[1].
Nei casolari di campagna, sotto il porticato, nelle stalle o a cielo
aperto, le donne filavano e tessevano: seta, lana, canapa.
La lavorazione della seta si trasformò da attività artigianale e
domestica ad attività industriale dando avvio all'industria serica.
I primi grandi stabilimenti meccanici di filatura di Vittorio Veneto
furono sviluppati all'inizio dell'Ottocento. Le filande più antiche
furono: Paludetti e Calbo-Crotta.
Le filande sorgevano tutte lungo il corso del fiume Meschio, da
Savassa a San Giacomo.
Dal censimento industriale
del 1876 risultavano funzionanti a Vittorio Veneto 10 filande
con un totale di addetti pari a 763 donne, 86 fanciulli, 21 uomini.
La schiacciante abbondanza di forza lavoro femminile trova ragione in
alcuni motivi di fondo: il primo è la naturale inclinazione della donna
per l'attività tessile data l'abilità delle sue mani; in secondo luogo,
la società rurale forniva abbondanza di lavoratrici donne.
[1]
C.f.r. , Simonetta Ortaggi
Cammarosano, Industrializzazione e condizione femminile tra
Otto e Novecento, estratto da Annali della Fondazione
Giacomo Feltrinelli, 1997, cit. pag.114.
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