Museo del Baco da Seta di Vittorio Veneto

L'essiccazione
 

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Le mansioni
Dal bozzolo alla seta
L'essiccazione
Censimento 1876

 

L'essiccazione dei bozzoli

Verso la metà di giugno i contadini consegnavano i bozzoli alla filanda. I bozzoli venivano immediatamente essiccati per impedire che il baco completasse la trasformazione in crisalide e quindi in farfalla rompendo il bozzolo per fuoriuscire. Si utilizzava un flusso di aria riscaldata a più di 80°C. Per uccidere l'insetto ed essiccare completamente i bozzoli occorrevano circa 12 ore per cui il lavoro dell'essiccatoio proseguiva ininterrottamente fino all'inizio di luglio. Prima della filatura i bozzoli essiccati erano lasciati a raffreddare in apposite sacche di juta.
I primi forni utilizzati per l'essiccazione dei bozzoli funzionavano a legna per cui era consueta la presenza, giorno e notte, di un fuochista ed un macchinista anche perché la temperatura doveva essere controllata con precisione. In tempi più recenti i forni a ventilazione forzata furono automatizzati con l'alimentazione a nafta.