Museo del Baco da Seta di Vittorio Veneto

Filande a vapore
 

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La filatura domestica
Filande a fuoco diretto
Filande a vapore
Le mansioni
Dal bozzolo alla seta
L'essiccazione
Censimento 1876

Le filande a vapore

Attorno alla metà dell'Ottocento le filande a vapore” iniziarono a soppiantare quelle a fuoco diretto. Le bacinelle non erano più riscaldate dai fornelli a fuoco diretto ma da una grande caldaia che soddisfaceva il fabbisogno dell'intera filanda.
La caldaia, alimentata a legna, scaldava la massa d’acqua del fiume incanalata negli impianti. Una volta raggiunta la temperatura di circa settantacinque gradi, l’acqua veniva mandata per caduta nelle bacinelle: in una fila venivano messi a mollo i bozzoli, ed in un’altra venivano filati.
Le prime filande a vapore sorte nel comune di Vittorio Veneto furono quella di Gentili Benedetto, fondata nel 1856, e quella di Sbrojavacca Francesco, nata nel 1873.
L’ingresso del vapore nell’industria serica determinò un cambiamento decisivo nella specializzazione del lavoro e facilitò il decollo della produzione a carattere industriale. Così, nei primi anni del Novecento, il sistema di riscaldamento delle bacinelle venne sostituito in tutti gli opifici.
La specializzazione del lavoro diede vita ad alcune figure professionali distinte:

La scopinatrice, o "scoatina"

La filatrice, o "mistra"

L'annodatrice, o "ingropina"

L'assitente