Museo del Baco da Seta di Vittorio Veneto
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La divisione del lavoro: le mansioni in filandaLa scoatina La scopinatrice aveva il compito di trovare il
capofilo per consentire la dipanatura del filo dai bozzoli. La
scopinatura prende il nome dalle scopine di saggina con cui
venivano inizialmente strofinati i bozzoli. Per favorire la scopinatura
i bozzoli andavano liberati dalla lanugine che li ricopriva. Tale
operazione era nota come spelaiatura. La mistra La filatrice creava il filo di seta unendo il
capofilo di più bozzoli, il cui numero variava in base al titolo,
cioè alla qualità, che doveva possedere il filo. Man mano che il filo si
avvolgeva sull'aspo era necessario impartire al filo un numero
opportuno di torsioni e verificare che il diametro si mantenesse
costante. Gli aspi completati venivano riposti in cassette di legno. L'ingropina L'annodatrice interveniva quanto si rompeva il filo sull'aspo riagganciandolo con un nodo particolare, quasi invisibile, in modo tale da permettere il proseguimento della filatura. Ogni annodatrice serviva più filatrici rimanendo alle loro spalle pronta ad intervenire. L'assistente L'assistente ricopriva un ruolo di particolare prestigio ottenuto grazie ad una maggiore specializzazione. L'assistente sorvegliava tutte le fasi del lavoro e faceva rapporto al proprietario o al direttore sull'andamento della produzione, segnalando eventuali scorrettezze o ritardi. |
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